Università a Isernia, una presenza strategica per il futuro della città.
La Regione Molise punta a rafforzare l'offerta formativa: l'obiettivo è ampliare progressivamente le attività universitarie e favorire l'attivazione di ulteriori percorsi di laurea.
La presenza dell'Università nel cuore di Isernia rappresenta un investimento importante per il futuro della città e dell'intero territorio provinciale. Non si tratta soltanto di mettere a disposizione aule e spazi per la didattica, ma di riportare stabilmente formazione universitaria, studenti, competenze e opportunità all'interno del tessuto urbano.
Avere una facoltà in città significa offrire ai giovani del territorio maggiori possibilità di studiare senza essere necessariamente costretti a trasferirsi altrove, ma significa anche creare le condizioni per attrarre studenti provenienti da altre realtà, generando nuove presenze e nuove opportunità anche per le attività economiche e commerciali di Isernia.
Il risultato nasce dalla collaborazione tra Università degli Studi del Molise, Regione Molise e Comune di Isernia, con la volontà comune di restituire alla città un ruolo sempre più significativo nel sistema universitario regionale.
«Questo deve essere considerato un punto di partenza e non un punto di arrivo», sottolinea l'assessore regionale Roberto Di Baggio. «La Regione continuerà a lavorare insieme all'Università e alle istituzioni locali per ampliare l'offerta formativa, incrementare le attività presenti a Isernia e creare le condizioni per l'attivazione di ulteriori percorsi di laurea. Investire nell'Università significa investire sui nostri giovani, sulla crescita culturale ed economica della città e sulla capacità del territorio di costruire nuove opportunità».
L'obiettivo è quindi consolidare nel tempo la presenza universitaria a Isernia, facendo in modo che possa diventare sempre più un polo di formazione, ricerca e innovazione, capace di dialogare anche con il mondo delle imprese, delle professioni e delle istituzioni.
Per Isernia, l'Università può così rappresentare non soltanto un presidio formativo, ma uno degli strumenti attraverso i quali contrastare lo spopolamento e creare nuove prospettive per le giovani generazioni.